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Cooperazione
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La mwbwcooperazione (o mwcacollaborazione) è il processo di gruppi o organismi che agiscono per il loro mutuo beneficio. Per molto tempo, basandosi su tesi mwcqrazionaliste, la cooperazione è stata considerata - soprattutto in mwcgItalia - come segue: "mwcwPer cooperazione s'intende l'azione condivisa di più agenti per il perseguimento di uno scopo".cite-ref-1[1]. La definizione qui proposta, oggi attuale anche in quel mweamondo anglosassone che aveva in passato usato la stessa definizione mweqfinalistica dello scopo comune, appare invece più corretta.

«Una percentuale crescente di

antropologi

sta arrivando alla conclusione che la cooperazione - non la dimensione del cervello o l'uso degli attrezzi, e senza dubbio non l'aggressività - fu l'atteggiamento che caratterizzò i primi esseri umani.»

(Alfie Kohn, La fine della competizione, pag. 60.)

Nel suo senso applicato, "la collaborazione è una relazione mirata in cui tutte le parti scelgono strategicamente di cooperare al fine di raggiungere un risultato condiviso".cite-ref-rubin-2009-2-0[2]

Contents

• Note
• Bibliografia

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Nella scienza

Dal controverso principio di mwhanatura umana (perché interpretata in diverse scuole di pensiero)cite-ref-3[3] si attribuiva mwiqempiricamente alla competizione (mwigobiettivo reciprocamente esclusivo) l'mwiwimperativo ed inevitabile tra gli individuicite-ref-a-4-0[4] per essere:

• Un "fenomeno biologico" che legittima ogni tipo di disparità sessuale-razziale per mwkgbiologia evoluzionistica, mwkwgeneticacite-ref-b-5-0[5] e mwmadarwinismo sociale.cite-ref-6[6]
• Questione "ereditaria" invece che mwngeducativa nella misura di mwnwmalvagità per mwoadeterminismo biologico, l'mwoqideologia che ha dominato il mwogpensiero sociale e la mwownarrativa europea e americana del mwpaXIX e mwpqXX secolo (Cyril Burt)cite-ref-7[7] e la mwqgsociobiologia (mwqwE. O. Wilson).cite-ref-8[8]cite-ref-b-5-1[5]

mwtq"La sopravvivenza del più adatto" attribuita spesso a mwtgCharles Darwin era in realtà pensiero di mwtwHerbert Spencer,cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] Darwin originariamente impiegò come metafora semplificata "lotta per l'esistenza" ad indicare interdipendenza con gli altri organismi esistenti.cite-ref-c-11-0[11] Sia mwxaPëtr Kropotkin (mwxqIl mutuo appoggio)cite-ref-12[12]cite-ref-d-13-0[13] che mwzgWarder Clyde Allee (mwzwCooperation Among Animals) documentarono quanto in mwaanatura era diffusa la cooperazione.cite-ref-d-13-1[13] Come evidenziato da mwbqStephen Jay Gould nella mwbgselezione naturale non vi era l'obbligo a mwbwcompetere (ma diverse scelte quali: mwcaaiuto reciproco, mwcqsimbiosi,..) e veniva disincentivata per mwcgGeorge Gaylord Simpson.cite-ref-c-11-1[11] Anche se dopo Darwin nell'ambiente scientifico "competizione" era ormai sinonimo di "selezione naturale",cite-ref-14[14] in biologi come John A. Wiens la visione competitiva nell’mwewecologia proveniva dall'influenza della formazione occidentale su base socioeconomica.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]

Diversi intellettuali, piĂą o meno chiaramente condannavano la tendenza a legittimare l'mwjqantropomorfizzazione della natura umana alla visione distorta della selezione naturale.cite-ref-19[19]

«L'intero insegnamento darwiniano della lotta per l'esistenza è semplicemente un trasferimento dalla società alla natura della dottrina di Hobbes del '

bellum omnium contra omnes

' [una guerra di tutti contro tutti] e della dottrina economica borghese della competizione insieme alla teoria di popolazione di

Malthus

. Una volta eseguito questo trucco da illusionista[...] le stesse teorie vengono ritrasferite dalla natura organica alla storia, e allora si pretende che sia stata provata la loro validitĂ  quali leggi eterne della societĂ  umana.

Friederich Engels

1875»

(Alfie Kohn, La fine della competizione, pagina 45)

Nelle scienze sociali

Con "mwlgnatura umana" si finiva per spiegare condizioni diverse normalmente mwlwdiscriminatorie (mwmasessuale, mwmqrazziale..),cite-ref-b-5-2[5] ad eccezione degli mwngpsicologi umanisticite-ref-a-4-1[4] in mwowpsicanalisi si giustificava la normalità della mwpacompetizionecite-ref-20[20] arrivando al mwqqcomplesso edipico fra maschicite-ref-e-21-0[21]cite-ref-22[22]cite-ref-23[23] prevalentemente nell'ambito lavorativo,cite-ref-f-24-0[24] derivato però da riferimenti mwugpedagogici eludibili;cite-ref-e-21-1[21]cite-ref-f-24-1[24] avvalorati in parte dalla permanenza dell'mwwwetnocentrismo nel mwxavillaggio globale.cite-ref-25[25]

Inizialmente l'mwygaggressività (come fosse innata), si limitava con la mwywcatarsicite-ref-g-26-0[26]cite-ref-h-27-0[27] tramite pratiche sportive competitive come sostenuto da mw1aKonrad Lorenz (maggior fautorecite-ref-i-28-0[28] con mw2qFreud)cite-ref-g-26-1[26]cite-ref-29[29] che però non riaffermava in tarda età,cite-ref-i-28-1[28] ma riconosciuta sempre nociva da mw5gWilliam Jamescite-ref-h-27-1[27] e mw6wCharles Darwin,cite-ref-cita-daniel-akst-pp197-30-0[30] perché al contrario disinibiva proprio i mw8asentimenti aggressivi.cite-ref-g-26-2[26]cite-ref-cita-daniel-akst-pp197-30-1[30]cite-ref-31[31]cite-ref-32[32] L'mwaqeesperimento del piccolo Albert dimostrava come la rivalità sia così pervasiva grazie ad alcuni principi della teoria dell'mwaqiapprendimento.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34] Famosi strateghi militari (mwaqsWellington, mwaqwMacArthur, mwaq0Eisenhower) hanno sempre lodato pubblicamente la correlazione tra mwaq4agonismo sportivo e guerracite-ref-35[35] come preparazione alla mwarmviolenza,cite-ref-k-36-0[36] la più nota ricerca nella correlazione tra sport e violenza era l'mwargesperimento di Robbers'Cave.cite-ref-k-36-1[36]cite-ref-37[37]

mwasiHarold Kelley e Anthony Stahelski col mwasmdilemma del prigioniero trovavano la correlazione con i risultati della mwasqscala F, il legame tra competizione e aggressività interagiva nella mwasufrustrazione,cite-ref-38[38] in seguito perfezionata da Janice Nelson (psicologa) sui bambini; dove dimostrava nella competizione l'aumento di aggressività degli sconfitti come dei vincitori.cite-ref-39[39] La rivista Psycology Today, evidenziava una corrispondenza statistica tra gli incontri di mwas4football americano trasmessi in mwas8tv ed un'intensificarsi delle mwataviolenze domestiche.cite-ref-40[40] Nell’mwatuesperimento carcerario di Stanford emergeva con cruda semplicità la preponderante influenza delle strutture ambientali sul mwatycomportamento e l’mwatcidentità degli mwatgindividui,cite-ref-41[41] secondo mwat0Philip Zimbardo: «per cambiare il comportamento dobbiamo scoprire i supporti istituzionali che sostengono il comportamento attuale e indesiderabile, e quindi formulare dei programmi per modificare il carattere di questi ambienti».cite-ref-42[42]

Esperti di mwaummedicina dello sport, sconsigliavano di far partecipare i bambini al di sotto di 8-10 anni a sport organizzati e competitivi, il rischio era di ostacolare il loro mwauqsviluppo psicologico, sociale e motorio; anche se a qualsiasi età si potevano avere conseguenze spiacevoli.cite-ref-43[43] Nell’esperienza del "mwaukflusso di coscienza" (o «mwauotrascendenza empirica» secondo mwausRobert Jay Lifton),cite-ref-44[44] per mwavaMihály Csíkszentmihályi il mwavebasket era inferiore alla mwavimusica perché di struttura competitiva, non separava dal quotidiano e peggiorava mwavmconcentrazione e perdita dell'mwavqego,cite-ref-45[45] nello mwavksvago oltre ad includere mwavodanza e mwavsfree climbing, escludeva categoricamente che mwavwsport competitivi favorissero il "flusso di coscienza"; a confronto di funzioni non-competitive.cite-ref-0-46-0[46]

Roderic Gorney (sociologo) confermava che su 58 culture diverse in vari campi (arti, diritto, scienze.) non riscontrava correlazione tra competizione e risultato,cite-ref-1-47-0[47] ma nella mwawydisuguaglianza demarcata tra gruppi di «abbienti» e di «non abbienti».cite-ref-48[48] mwawsAlbert Bandura notava come nelle società competitive l'mwawwautostima sia così dipendente dal confronto sociale,cite-ref-49[49]cite-ref-50[50] secondo diversi psicologi, la mwaxusalute psichica era riferita all'indipendenza del giudizio di sé.cite-ref-51[51] Nel campo dell’mwaxoistruzione le strategie di mwaxsstudio erano a svantaggio dell'mwaxwapprendimento, la mwax0scuola era orientata al mwax4mercato del lavoro, come un’mwax8agenzia e non all'mwayaeducazione,cite-ref-52[52] ma soprattutto rendondoci mwayuconservatori la competizione scoraggiava la mwayycreatività; anticonformista per natura.cite-ref-53[53] Al contrario dei luoghi comuni la competizione svolta abitualmente a livello individuale favoriva proprio il mwaysconformismo e non l'mwaywindividualismo dei filosofi mway0esistenzialisti mway4Thoreau ed mway8Emerson, predicatori di un'mwazaautosufficienza fondata su valori discordi quali l’anticonformismo, la mwazeconsapevolezza di sé e l’autonomia.cite-ref-54[54]

L’industria mwazcpubblicitaria educava ai mwazgconsumi con l'insoddisfazione per ciò che si possedeva, con una scarsità ritenuta da Philip Slater (sociologo) artificiosa al solo scopo di creare mwazkdisuguaglianza, mwazoegoismo e mwazsinvidia; a fondamento di una società competitiva.cite-ref-55[55] A differenza della cooperazione, la mwaaafedeltà non incoraggiava mwaaesensibilità, mwaaifiducia o miglior capacità di "afferrare la prospettiva", la competizione tra gruppi era utile solo allo mwaamsciovinismo; non alle mwaaqrelazioni.cite-ref-56[56] mwaakMichael Parenti evidenziava una continuità tra l'identificazione in entità collettive (città, università, squadre sportive...) e la mancanza del senso di mwaaocomunità,cite-ref-57[57] in una competizione strutturale e intenzionale che si contrapponeva alla cooperazione estendendosi sia inter che intra-gruppo. L'mwaa8ostilità derivata ormai indistinguibile dalla competizione intenzionale,cite-ref-i-28-2[28] impediva la cooperazione in ogni ambito e anche se la competizione era così diffusa non faceva parte della natura umana; al contrario la cooperazione era sempre megliocite-ref-58[58] sia intra che inter-gruppo.cite-ref-59[59]

mwab0Margaret Mead documentava per prima che i popoli primitivi erano organizzati in gran parte in modo cooperativo (Cooperation and Competition Among Primitive Peoples mwab41937),cite-ref-60[60] la cooperazione non dipendeva infatti dall'abbondanza di risorse perché alcune popolazioni possono essere ugualmente competitive come gli indiani mwacmKwakiutlcite-ref-1-47-1[47] con il mwacgpotlatch;cite-ref-61[61] o cooperative in condizioni di scarsità come i Bateiga (Africa orientale).cite-ref-1-47-2[47] Ciò dipendeva solo dalle norme culturalicite-ref-62[62] e ribadiva che erano gli accordi cooperativi a creare la mwadufortuna delle società, non il contrario.cite-ref-63[63]

Secondo Morton Deutsch (psicologo sociale), la sola presenza del mwadsconflitto non rendeva distruttivo un mwadwdisaccordo ma l'aggiunta dello schema mwad0vittoria-sconfitta,cite-ref-64[64] il mwaeidilemma del prigioniero insegnava che l'mwaeminteresse collettivo non era compatibile con la competizione strutturale, da sostituire con la cooperazione come nell'mwaeqazione collettiva; al prezzo di mwaeueducarsi e mwaeyorganizzarsicite-ref-65[65] duraturamente.cite-ref-66[66] Per Fred Hirsch (economista) si realizzava un mwae8cambiamento sociale, se le azioni collettive sostituivano le gratificazioni individuali.cite-ref-67[67] In simulazioni computerizzate di rapporti tra nazioni col dilemma del prigioniero, Robert Axelrod (politologo) notava che il “modello cooperativo” aveva il maggior successo non per superiorità sugli altri modelli, perché promuoveva la cooperazione reciproca,cite-ref-68[68] intenzionalmente quanto strutturalmente: battere gli altri e far bene una cosa; erano imprese del tutto differenti.cite-ref-69[69]

Provare regolarmente la propria superioritĂ  sugli altri era un parametro: limitante per le capacitĂ , inaffidabile nei risultati, negativo per la mwaf0motivazionecite-ref-cita-alfie-kohn-pp173-70-0[70] e l'autostima.cite-ref-71[71] Come in un mwagycircolo vizioso aumentava l'mwagcansia,cite-ref-72[72] creava maggiore mwagwdipendenza psicologica proprio negli individui con una bassa autostimacite-ref-73[73] e alla lunga come nel consumo di mwahedroga il mwahipiacere intenso ed il periodo si riducevano; sviluppando mwahmassuefazione.cite-ref-cita-alfie-kohn-pp173-70-1[70]cite-ref-74[74]

Terry Orlick (psicologo dello sport), concludeva che la salute psicologica era conseguenza delle esperienze cooperative sviluppate,cite-ref-75[75]cite-ref-76[76] l'interesse ideale per gli altri era condizionato da un mwaiualtruismo equilibrato positivamente anche all'interesse personale; fondamento basilare di mwaiymotivazione, successo e autostima.cite-ref-77[77]cite-ref-78[78] L'altruismo per definizione era sempre opposto e superiore ad ogni forma di: egoismo (otherish>selfish), competizionecite-ref-79[79] e abnegazionecite-ref-80[80] (soprattutto mwajcmanipolatoria da mwajgsette),cite-ref-81[81]cite-ref-82[82] come prevedeva nella mwakedidattica l'mwakiinterdipendenza positiva.cite-ref-83[83]

Diversi studiosi ritenevano che la cooperazione (a differenza della competizione) favorisse la trascendenza e l’mwakgaffermazione di sé, nelle sue ultime opere mwakkAlbert Camus definiva come parte dell'espressione di noi stessi la necessità di lavorare con gli altri per affermare la loro mwakoumanità.cite-ref-0-46-1[46] Benjamin Barber (teorico politico), proponeva la “risoluzione cooperativa dei conflitti” (apprendimento cooperativo) come sistema di mwak8consenso in sostituzione di una mwalaburocrazia competitiva; nemica della mwaledemocrazia. Morton Deutsch convertiva il principio di "mwalisicurezza nazionale" in "sicurezza reciproca";cite-ref-84[84] che Roderic Gorney estendeva il più possibile.

«La nostra sicurezza dipende in ultima analisi solo dalla capacità di ampliare il raggio d’azione della cooperazione percorrendo un ultimo passo fino ad abbracciare le comunità più vaste, vale a dire le nazioni.»

(Roderic Gorneycite-ref-2-85-0[85])

Per risolvere i problemi superiori su un fragile pianeta, l'unica strada mwal4logica era quella di accrescere la cooperazione, includendo il maggior numero di persone possibile portando mwal8fratellanza e armonia.cite-ref-2-85-1[85]

Strategie individuali

Alfie Kohn (psicologo sociale), semplificava con alcune linee guida.

• Autovalutazioni indipendenti da graduatorie e confronti per diminuire la competitività personale, nelle prestazioni sportive utilizzando dei parametri individuali o standard e nell’agonismo ignorando del tutto il risultato, i premi, ecc.. in una sorta di «competizione intrinseca all’avvenimento».cite-ref-86[86]
• Si riducevano il più possibile gli effetti rovinosi della rivalità impegnandosi a mantenere un contesto mwam0amichevole, legittimato con atti di cordialità gratuiti per favorire una reciprocità che attenuava l’mwam4isolamento strutturale.cite-ref-cita-alfie-kohn-pp279-87-0[87]
• Serviva invece uno sforzo di mwanqconsapevolezza per cambiare le cattive mwanuabitudini se erano mwanyimpulsi derivati da mwancriflesso condizionato come: interrompere continuamente una mwangconversazione, riprendere troppo frequentemente un mwankallenamento, una mwanodieta, ecc..cite-ref-cita-alfie-kohn-pp279-87-1[87]
• Insieme alle situazioni di scarsità (perché normalmente artificiali), bisognava evitare anche tutte le mwaoacontrapposizioni: dai conflitti mwaoegeopolitici fino ai mwaoigiochi da salotto.cite-ref-88[88]
• Si focalizzavano le modifiche generali da attuare, continuando a non dare per scontata la competizione, si smetteva di progettare in modo competitivo; promuovendo il metodo che motivava i risultati.
• Si mwaokdiscuteva sempre, per quanto fosse importante l’obiettivo perseguito e il mwaooproblema che ci ostacolava, rimaneva lecito e il mwaoscambiamento poteva forse avvenire.cite-ref-89[89]cite-ref-90[90]

SocietĂ  cooperative

In campo mwapgeconomico nell'mwapkEuropa mwapofeudale i mwapscampi e gli mwapwallevamenti erano gestiti su base comunitaria con dei consigli contadini chiamati mwap0Commons.cite-ref-91[91] Poi con il termine cooperazione si indicava principalmente il fenomeno sorto alla metĂ  dell'Ottocento in mwaqiInghilterra e che, partendo dalle esigenze degli strati piĂą deboli della societĂ  (mwaqmindustriale) del tempo, intendeva promuovere iniziative imprenditoriali a difesa dei bassi redditi degli associati (soci).

Le prime iniziative riguardarono principalmente la cooperazione di consumo: nel mwaqu1844, a mwaqyRochdale (cittadina a nord di mwaqcManchester) fu fondato da un gruppo di 28 tessitori il primo spaccio cooperativo, chiamato mwaqgRochdale Society of Equitable Pioneers.

Le mwaqocooperative (e quindi la cooperazione come mwaqsmovimento) si sono in seguito diffuse in tutta mwaqwEuropa (mwaq0Regno Unito, mwaq4Francia, mwaq8Germania, mwaraDanimarca e, successivamente, anche in mwareItalia, arrivando nel 1886 alla costituzione della mwariLega delle Cooperativecite-ref-92[92]) e a tutt'oggi rappresentano, in molte zone, un fatto economico di rilevante importanza che alla sua base concettuale non ha, come scopo, il perseguimento di un mwarcprofitto, ma la tutela economica dei soci e, indirettamente, un beneficio per l'intera collettività. mwargJohn Elkington nel mwark1994, sull'imprenditoria sociale coniava la formula che le organizzazioni mwarono-profit modificavano con «prima le persone e il pianeta, poi il profitto».cite-ref-93[93]

mwasaElinor Ostrom individuava 7 principi progettuali tipici dei Commons.

• 1.mwasmElencare per ogni mwasqsocio i mwasudiritti e i doveri.
• 2.mwascLegiferare procedure su mwasgprogresso tecnico, mwaskforza lavoro e mwasocapitale.
• 3.mwaswFondare un organo di mwas0governo.
• 4.Dal primo punto, mwas8doveri di mwatavigilanza.
• 5.Dal primo punto, doveri mwatisanzionatori.
• 6.mwatqBurocrazia semplice sia interna che esterna.
• 7.mwatyLegittimazione legale del paese d’origine.cite-ref-94[94]

Nell’mwatwinformatica la mwat0decrescita dei mwat4costi marginali tra mwat81992 e mwaua2008 determinava la nascita dei Commons collaborativi: mwaueLinux, mwauiNapster, mwaumWikipedia e mwauqYou Tube.cite-ref-95[95] Sul progetto di mwaukStallman nel mwauo2001, insieme a dei soci mwausLessig fondava mwauwCreative Commons.cite-ref-96[96] Nel modello del Commons collaborativo rientrava anche mwaveinternet dove i mwaviportali a loro volta potevano essere orientati al mwavmmercato come mwavqGoogle e mwavuFacebook o al mwavyno-profit come Wikipedia e Linux.cite-ref-97[97] mwavsDispositivi mobili e mwavwcomputer economici permettevano alla legge di mwav0Zuckerberg di aumentare esponenzialmente ogni anno l’mwav4informazione condivisa in mwav8rete che insieme alla diffusione dei mwawasensori nei diversi mwawedispositivi elettronici accresceva l’mwawiinternet delle cose.cite-ref-98[98]cite-ref-99[99]cite-ref-100[100] Per mwaw8imprese e mwaxaprosumer si riducevano i costi marginali in tutta la mwaxecatena del valore con una superiore mwaxiefficienza termodinamica dal flusso di mwaxmbig data; formulando nuovi mwaxqsistemi mwaxuautomatizzati e di previsione nell'aumentare la mwaxyproduttività.cite-ref-101[101]cite-ref-102[102]cite-ref-103[103] Nel 2011 nasceva in America l'mwaymapp mwayqNextdoor per favorire la collaborazione tra vicini.cite-ref-104[104] Due anni dopo a mwaykBologna, dalla teoria economica del mwayomutuo soccorso con Facebook, si organizzavano le mwaysassociazioni di quartiere “Social street”.cite-ref-105[105]cite-ref-106[106] mwazqJeremy Rifkin nel mwazu2012, introduceva il suo ultimo libro documentando macro tendenze e cambiamenti:

«Un capitalismo più snello e più saggio continuerà a prosperare ai margini della

nuova economia

, dove troverà sufficienti spazi di vulnerabilità da sfruttare, soprattutto come forza di aggregazione di servizi e soluzioni di rete, il che gli consentirà di svolgere nella nuova era economica un rilevante ruolo di partner, anche se non avrà più un dominio incontrastato. Stiamo per entrare in un mondo parzialmente senza mercati, dove impareremo a vivere gli uni accanto agli altri in un Commons collaborativo globale sempre più interdipendente.»

(Jeremy Rifkin, La societĂ  a costo marginale zero, pagina 4)

Lo stesso anno venivano divulgate le condizioni ideali per la mwazkproduttività e l'mwazoinnovazione di alcuni centri urbani del mondo definiti “hub di cervelli” quando mwazsmobilità sociale, alti mwazwsalari e concentrazione di lavoratori molto istruiti; costituivano le forze economiche globali dominanti.cite-ref-107[107]

La cooperazione era presente in svariati settori imprenditoriali che vanno dalle originarie mwa0icooperative di consumo alle cooperative di mwa0mlavoro a quelle mwa0qsociali, di mwa0ucredito, mwa0yculturali o mwa0cagricole. PiĂą di 1 miliardo di persone nel mondo erano soci di cooperative (1 su 7), ma nei paesi avanzati si andava da: 25% in mwa0gGermania e mwa0kUSA, oltre il 30% in mwa0oGiappone, 40% in mwa0sCanada, quasi il 50% in mwa0wFrancia, 400 milioni in mwa00Cina e in mwa04India. I lavoratori totali superavano del 20% quelli delle mwa08multinazionali arrivando a 100 milioni.cite-ref-108[108]

La cooperazione internazionale

In mwa1gpolitica estera per cooperazione si intende la cooperazione internazionale che vede più mwa1kstati sovrani operare congiuntamente in progetti a favore di altri paesi (spesso svantaggiati) o in iniziative di mwa1osviluppo economico o industriale. Il mwa1s2012 era stato proclamato dall’mwa1wONU, l’anno internazionale delle cooperative.cite-ref-109[109]

Note

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Voci correlate

• mwblgCooperativa sociale
• mwblwNumero di Dunbar
• mwbl4Partnering: la disciplina che si occupa delle questioni legate al coordinamento della cooperazione (in mwbl8economia)
• mwbmmTeoria dei giochi

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Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-storiacooperazione, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) cooperation, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.